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Novembre 2008
I probiotici e il raffreddore
Le mezze stagioni, come spesso si sente dire, sembrano scomparse e il tempo è diventato così imprevedibile che ormai non stupiscono più sbalzi di temperatura anche di 10 gradi da un giorno all’altro. Queste rapide variazioni di temperatura spesso si traducono nella comparsa di piccoli focolai di forme da raffreddamento, che si diffondono rapidamente. Poiché non sarebbe concepibile in tali casi né tantomeno efficace, barricarsi in casa, e considerato che i microrganismi responsabili spesso si moltiplicano così rapidamente da non lasciare il tempo al nostro sistema immunitario di organizzarsi e respingerne l’attacco, è importante prevenire gli effetti indesiderati rafforzando le nostre difese immunitarie.
La scienza ci insegna oggi a mantenere il nostro benessere con l’alimentazione e con un sano stile di vita. Un organismo in salute ha senza dubbio maggiori riserve e potenzialità di difesa.
Alcune recenti ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che il consumo regolare e continuato di probiotici può rappresentare un valido strumento per rafforzare e stimolare le difese immunitarie. L’azione benefica dei probiotici non si limita solamente all’intestino. Certamente quella è la sede in cui si concentra la maggior parte della nostra flora batterica. Innanzitutto la presenza di batteri “buoni” riduce l’insediamento di altri germi sulla superficie (mucosa) dell’intestino e crea un ambiente sfavorevole alla moltiplicazione di questi ultimi. Inoltre, una flora intestinale equilibrata è cruciale per interagire con le cellule immunitarie e far si che si mantengano in uno stato di vigilanza e di pronta capacità a reagire. Il tessuto immunitario che circonda l’intestino è in collegamento con i tessuti immunitari di tutto il corpo. Non dimentichiamo ad esempio che i globuli bianchi, componenti del sistema immunitario, continuano a circolare in tutto il corpo e si scambiano tra loro informazioni, proprio come avviene tra i commilitoni di un esercito bene organizzato.
Nel 2005, a 201 bambini dai 4 ai 10 mesi di vita, divisi in due gruppi, è stato somministrato per 12 settimane ad un gruppo un latte vaccino addizionato con il probiotico Bifidobacterium lactis Bb12 o Lactobacillus reuteri ATCC 55730 e al secondo gruppo un placebo (controllo senza probiotico). I ricercatori hanno osservato una riduzione del numero di episodi febbrili e di diarrea nei bambini che hanno assunto probiotici. In particolare, all’assunzione del probiotico L. reuteri è stata associata una riduzione dei giorni di febbre, il numero di viste dal pediatra e le prescrizioni di antibiotici (Weizman e colleghi, 2005). Nello stesso anno, de Vriese e colleghi hanno pubblicato i risultati della loro ricerca condotta su 479 adulti (dai 18 ai 67 anni) per verificare se l’assunzione di un preparato probiotico (contenente Bifidobacterium longum SP07/3, B. bifidum 20/5, Lactobacillus gasseri PA 16/8) per 3 mesi potesse influire sull’incidenza e sulla durata dei raffreddori. In questo studio è stato osservato che l’assunzione di probiotici può contribuire a ridurre la durata degli episodi di raffreddamento e i giorni di febbre (de Vriese e colleghi, 2005).
Queste osservazioni vengono confermate da uno studio recente, condotto dal gruppo del Prof. Pregliasco dell’Università di Milano. In questo studio sono stati testati diverse combinazioni contenenti da 3 a 5 probiotici (Lactobacillus plantarum, Lactobacillus rhamnosus, Bifidobacterium lactis), lattoferrina e prebiotici (FOS – Fruttooligosaccaridi o GOS – Galattooligosaccaridi). Anche in questo caso è stato osservato che il consumo regolare per lunghi periodi di diversi preparati simbiotici può ridurre la frequenza e la severità delle forme da raffreddamento durante la stagione invernale. Il risultato può essere differente in base al probiotico o simbiotico utilizzato (Pregliasco e colleghi, 2008).



