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Tema del mese

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Ottobre 2008


I probiotici nell'ultimo ventennio


L’ultimo ventennio è stato caratterizzato dal proliferare di ricerche che hanno approfondito numerosi aspetti applicativi dei probiotici e hanno dato notevole impulso alla loro caratterizzazione sotto il profilo genetico (la cosiddetta “genotipizzazione”) oltre che funzionale. La diffusione di impiego dei probiotici anche nell’ambito medico ha stimolato l’industria a mettere a punto nuovi prodotti e ha indotto le istituzioni internazionali, come Food and Agricolture Organisation of the United States (FAO) e Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), a stabilire una chiara definizione e a redigere precise direttive per valutare l’efficacia dei probiotici. Questo processo ha portato a sottolineare due aspetti fondamentali.


  • I probiotici devono essere microrganismi vivi (per definizione)
  • Il beneficio derivante dal loro consumo deve essere provato da adeguate prove scientifiche
  • È fondamentale identificare e dimostrare un quantitativo minimo efficace

Le linee guida stilate da FAO/OMS nel 2002 hanno inoltre sottolineato che:


  1. le proprietà probiotiche sono specifiche del singolo individuo microrganismo (ceppo) e non della specie (il nome scientifico del ceppo probitico deve essere indicato sulla confezione)
  2. l’efficacia di un probiotico deve essere dimostrata da valide prove scientifiche (test di laboratorio e studi clinici)

In altri termini allo stato attuale per l’immissione in commercio di un probiotico è necessaria la dimostrazione della sua efficacia e sicurezza secondo criteri molto rigorosi. Anche il Ministero della Salute italiano (Min. Sal.) ha recepito quanto elaborato, emanando delle proprie linee guida nel 2002 (revisionate nel dicembre 2005), nelle quali si suggerisce un miliardo/giorno di cellule vive come la dose minima efficace. Al fine di evitare inutile confusione nel pubblico, in questo documenti il Min. Sal. ha sottolineato la differenza tra “probiotico” (ossia il ceppo microbico) da “alimento probiotico” (alimento che contiene un microrganismo probiotico, in quantità adeguate).

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